Le Sala del Pozzo

LA SALA DEL POZZO

Dove tre tavoli diventano uno

Entrate, sedetevi, guardate.

Ci sono tre tavoli. Separati, indipendenti, ciascuno con la sua storia. Ma con un gioco di incastri semplici e precisi, si uniscono — e diventano un tavolo unico, lungo, attorno al quale siedono tutti.

È una metafora. È anche magia.

Perché questo è quello che succede in questo Castello: cose separate che trovano il modo di stare insieme, di completarsi, di diventare qualcosa di più grande di quello che erano da soli.

I Tavoli

Le gambe dei tavoli erano un trave. Un solo trave, non più utile a sorreggere il tetto, tagliato in quattro per la lunghezza — e trasformato.

I piani sono le porte del solaio, c’è ancora il buco della serratura. Porte che aprivano verso l’alto, destinate a sparire. Invece sono qui, levigate, orizzontali, ad aspettare i piatti e i bicchieri e le conversazioni di chi siede intorno.

Tutto era già nel castello, in attesa di una seconda vita.

Si mangia insieme nella Sala del Pozzo. Si arriva come tre tavoli separati e si finisce per essere un tavolo solo. Succede sempre, quasi senza accorgersene.